Quando Pelé Oscurò Eusébio

Coppa Intercontinentale 1962 · Benfica 2–5 Santos

11 ottobre 1962 · Estádio da Luz, LisbonaCoppa IntercontinentaleTempo di lettura: 8 minuti
Quando Pelé Oscurò Eusébio

C’era grande attesa alla vigilia della sfida tra Santos e Benfica, che non era soltanto uno scontro tra i due migliori club del Sud America e d'Europa, ma un duello tra i due giocatori più forti al mondo: Pelé ed Eusébio.

La gara d’andata, giocata il 19 settembre al Maracanã, finì 3 a 2 per i padroni di casa. Pelé segnò una doppietta, ma la stampa portoghese sottovalutò il risultato, sottolineando come il Benfica avesse messo in grande difficoltà i campioni sudamericani nonostante le assenze.

L’ottimismo era tale che il Benfica aveva già fatto stampare i biglietti per la replica della partita (all’epoca, si giocava una terza partita in caso di una vittoria ciascuno) e disponeva di iniziarne la vendita ai botteghini subito dopo l’incontro. Eusébio, addirittura, dichiarò che avrebbe mostrato a tutti chi fosse davvero il miglior giocatore al mondo.

Pelé ed Eusébio in azione durante Santos–Benfica 5-2 nella Coppa Intercontinentale 1962, la partita che consacrò O Rei.
Pelé ed Eusébio durante Santos–Benfica 5-2 nella Coppa Intercontinentale 1962, uno dei duelli più iconici della storia del calcio.

La Disfatta all'Estádio da Luz

– Stadio Da Luz, Lisbona.

BENFICA – SANTOS 2-5

Reti:
0-1 15′ Pelé, 0-2 25′ Pelé, 0-3 48′ Coutinho, 0-4 64′ Pelé, 0-5 77′ Pepe, 1-5 85′ Eusébio, 2-5 89′ Santana
BENFICA:
Costa Pereira; Jacinto, Raul, Humberto, Cruz; Cavem, Coluna; Augusto, Santana, Eusebio, Simoes. Allenatore: Riera.
SANTOS:
Gilmar; Olavo, Mauro, Calvet, Dalmo; Lima, Zito; Dorval, Coutinho, Pelè, Pepe. Allenatore: Lula.
Arbitro:
Schwinte (Francia).

La partita, giocata davanti a oltre 70.000 spettatori, fu una disfatta: il Santos dominò l'incontro e Pelé fece ciò che volle, lasciando esterrefatta l’intera platea. Partecipò a quattro dei cinque gol della squadra, segnando una tripletta e fornendo l’assist per la rete di Coutinho. La prestazione fu talmente sbalorditiva che, per molti, non si poteva più parlare di un duello.

"Pelé da Solo!": La Sentenza delle Prime Pagine

Il giorno dopo, il tributo a Pelé fu mondiale. La sua prestazione eliminò ogni discussione su chi fosse il più grande giocatore al mondo e lo proiettò nella leggenda.

Il Corriere dello Sport lo omaggiò in prima pagina con una sentenza definitiva: "PELÉ' da solo! Umiliato Eusebio. SANTOS mondiale".

“Abbiamo visto uno straordinario campione: Pelè. Nemmeno in Svezia nel ‘58 era riuscito a collezionare tante prodezze in novanta minuti soli. Pelè stavolta ha incantato il Benfica, l’ha stordito, l’ha distrutto e infine l’ha anche perdonato, si è fermato e gli ha permesso di segnare i due gol che hanno salvato la faccia ai Campioni d’Europa. La partita è stata insomma un recital a sensazione del più grande giocatore di tutti i tempi.”

La Gazzetta dello Sport usò un linguaggio da epopea: "E’ Pelé (cinquecento reti) il più grande giocatore di tutti i tempi".

Gabriel Hanot (ideatore della Coppa dei Campioni), presente a Lisbona, dichiarò: "Sono vecchio, pensavo di aver visto tutto... ma Pelé è persino più grande di quanto pensassi."

Su France Football la prestazione fu definita la migliore della carriera del brasiliano: "Pelé aveva già tenuto la sua promessa implicita, giocando sotto i nostri occhi la sua migliore partita, e la più efficace, della sua carriera sportiva."

Prima pagina della Gazzetta dello Sport del 13 ottobre 1962 dedicata a Pelé dopo Santos-Benfica 5-2 in Coppa Intercontinentale.
Storica prima pagina della Gazzetta dello Sport che esalta Pelé come il più grande di tutti i tempi dopo il 5-2 del Santos sul Benfica nella semifinale della Coppa Intercontinentale 1962. Un documento che racconta l’impresa di O Rei contro la squadra di Eusebio.
Prima pagina del Corriere dello Sport del 12 ottobre 1962 con il titolo “Pelé da solo!” dopo Santos-Benfica 5-2.
Iconica prima pagina del Corriere dello Sport che celebra la partita leggendaria di Pelé nel 5-2 del Santos sul Benfica nella Coppa Intercontinentale 1962. La prestazione di O Rei umilia Eusebio e consacra il Santos come potenza mondiale.
Copertina di France Football del 16 ottobre 1962 con Pelé protagonista dopo la vittoria del Santos nella Coppa Intercontinentale.
Copertina di France Football dedicata alla tournée europea del Santos dopo la conquista della Coppa Intercontinentale 1962, con Pelé al centro dell’attenzione e riferimenti al calcio francese con Kopa e il Reims. Un documento chiave della consacrazione internazionale di O Rei.

La Legge del Numero 10: Il Genio Oltre Ogni Schema

La cronaca del giornale rosa non si limitò al punteggio, ma si immerse nell'analisi tecnica e nell'impatto mistico della prestazione di Pelé, sancendo il fallimento di qualsiasi schema:

“Tutto l'equilibrio della partita, la disposizione dei giocatori, gli intendimenti offensivi e difensivi delle due formazioni sono sicuramente saltati quando Pelé, con due reti fantasticamente realizzate, ha ridotto a puri concetti teorici da conversazione, se non addirittura i salottieri disegni tattici magari attentamente studiati. Perché per la prima volta siamo rimasti stupefatti dalla completezza atletica del ragazzo che ieri sera ha raggiunto il limite di cinquecento segnature in incontri ufficiali: sulla prima rete, ha trasformato un tiro-cross di Pepe lanciandosi in un salto in lungo di almeno sette metri; sul secondo gol ha riagguantato per ben due volte la palla, partendo da condizioni sfavorevoli in confronto all'avversario con scatti da autentico velocista e dopo aver arrestato al volo, con un balzo prodigioso in area, un passaggio altissimo, denunciando una elevazione insospettata; sulla sua terza rete ha resistito a due falli grossolani che avrebbero inviato a gambe all'aria qualsiasi giocatore e invece abbiamo visto gli avversari che puntavano contro di lui, rimbalzare, quindi cadere. Altri fuoriclasse, o sedicenti tali, avrebbero preferito rischiare meno, simulando artatamente il fallo da rigore.”

Dopo una lunga analisi della partita anche dal punto di vista tattico, terminò:

“In conclusione, noi pensiamo che parlare di tattiche quando si ha in squadra Pelé, sia più che altro una perdita di tempo: le tattiche hanno una importanza decisiva in novantanove casi su cento, laddove l'eccezione è chiamata in causa appunto dal prodigioso negretto.”

Pelé davanti al portiere del Benfica durante la Coppa Intercontinentale 1962, nell’azione che porta a uno dei gol decisivi del Santos.
Momento cruciale di Santos–Benfica 1962: Pelé sfida il portiere portoghese in area e firma uno dei gol che consacreranno la sua prestazione nella Coppa Intercontinentale.

La Mossa Tattica di Lula e l’Errore di Riera

Nonostante l'affermazione generale che Pelé avesse distrutto ogni schema per pura forza di genio, la vittoria del Santos fu, prima di tutto, il risultato di una lettura tattica impeccabile di Lula. A differenza di Riera, che aveva scommesso sull'eccessivo ottimismo e pensò che il Santos potesse sbagliare due partite di fila, Lula aveva intuito che il Benfica avrebbe adottato un approccio prettamente offensivo.

Questa previsione permise a Lula di disporre una squadra più accorta, pronta a sfruttare gli enormi spazi lasciati dal Benfica. L'asso brasiliano non giocò in modo anarchico: come spiegò l'osservatore Gabriel Hanot, Pelé "scivolò nella posizione di interno destro", mossa che mise in seria difficoltà la disposizione tattica di Riera, che aveva assegnato a Cavem il malcapitato compito di marcare O Rey.

La grandezza di Pelé si manifestò anche in aspetti meno appariscenti, ma cruciali: il fenomeno non era solo un finalizzatore. In questa partita, sempre secondo l’analisi di Hanot, O Rey dimostrò anche formidabili doti difensive, spesso impegnato in straordinari ripieghi, recuperando il pallone. La sua prestazione fu il perfetto equilibrio tra l'abilità di distruggere gli schemi avversari in attacco e la disciplina di squadra in difesa, completando l'immagine del "calciatore ideale" descritta dal suo allenatore.

Il Verdetto Istituzionale e la Definizione del "Calciatore Ideale"

Le reazioni dei grandi nomi del calcio consolidarono il giudizio della stampa.

L'allenatore di Pelé, Lula, fornì la definizione del "calciatore ideale": “Pelé ormai non lo si può più paragonare a nessuno, perché è dotato di tutte le qualità del calciatore ideale. Ha spunto, scatto, fisico, tiro, controllo di palla, visione del gioco, senso della manovra, altruismo, carattere docile, serietà nella vita privata, simpatia naturale, modestia. Comunque, sono decine di anni che frequento i campi di football per un Paese che primeggia nel mondo appunto per il football, ma un calciatore da poter porre accanto a Pelé, sicuramente non l'ho mai visto.”

Nereo Rocco (allenatore del Milan, due volte vincitore della Coppa dei Campioni), presente all’incontro, riassunse l'impatto in un'unica, celebre battuta:

“Quando si ha Pelé in squadra si parte con un vantaggio di 2 a 0. Cosa vogliamo mai parlare di tattiche quando c'è in campo questo matto?”

Le voci dei maestri furono unanimi nell'affermare la grandezza del brasiliano:

Vittorio Pozzo (CT della nazionale che vinse la Coppa del Mondo nel 1934 e 1938): “Pelé non è un essere umano, ha un talento soprannaturale.”

Charlie Mitten (che ha giocato al fianco di Di Stefano quando era al suo apice): “Questa è stata la più grande emozione calcistica della mia vita. Non ho mai visto un giocatore migliore o una squadra migliore.”

Matt Busby (allenatore del leggendario Manchester United): “Bisognava vederlo per crederci... e pensare che Pelé e il Santos non hanno mai giocato al massimo delle loro possibilità.”

Jean Eskenazi (redattore sportivo francese, osservatore del calcio mondiale per 35 anni): “I Portoghesi erano solo uomini, i Brasiliani dèi. Vedi Pelé fare cose e non credi ai tuoi occhi.”

Con la vittoria per 5-2 a Lisbona, il Santos conquistò il suo primo titolo mondiale e Pelé, il Re del calcio, completò la sua ascesa a mito globale.

Per molti, la partita giocata da Pelé quell'11 ottobre del 1962 è la più dominante prestazione di un singolo giocatore che si sia mai vista, e il duello attesissimo tra Pelé ed Eusébio si risolse in una schiacciante eclissi. Quella notte l'asso brasiliano decise di "superare i confini della logica" — come disse Johan Cruyff quando espresse la sua opinione su O Rey.

Per rivivere il capolavoro tecnico che la stampa descrisse, qui la sintesi della partita:

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